Genesi, pericoli e rimedi. Facciamo il punto sulla Xylella Fastidiosa
13.12.19 – Giacomo Grisafi
Da qualche anno a questa parte è ormai impossibile non imbattersi in notizie e aggiornamenti sulla questione Xylella fastidiosa. Un batterio estremamente pericoloso per molte varietà di piante, che rischia di mettere in ginocchio l'agricoltura mondiale scatenando una crisi ambientale ed economica senza precedenti.
Ma cosa sappiamo di Xylella fastidiosa? Come possiamo combatterla e quali sono gli studi a riguardo? Noi di Promega proviamo a spiegarlo in questo articolo.
Alle origini del batterio
Xylella fastidiosa è un batterio gram-negativo non sporigeno appartenente alla famiglia delle Xanthomonadaceae. Il batterio, caratterizzato da un'elevata variabilità genetica e fenotipica, vive e si riproduce all'interno dell'apparato conduttore della linfa grezza (i cosiddetti vasi xilematici, portatori di acqua e sali minerali). Proprio per questo, Xylella fastidiosa è in grado di indurre pesanti alterazioni, spesso letali, alla pianta ospite.
Xylella fastidiosa ha da qualche anno acquisito popolarità nel nostro paese in quanto all'origine del Complesso del Disseccamento Rapido dell'Olivo (CoDiRO), una gravissima fitopatologia che ha fatto la sua comparsa nell'agricoltura italiana a partire da una decina di anni, colpendo in modo pesante gli appezzamenti olivicoli del Salento. Un disturbo tanto grave da essere stato definito, da Joseph-Marie Bové, dell'Académie d'Agriculture de France, come "la peggior emergenza fitosanitaria al mondo".
Questo batterio, che riesce a muoversi sia verso l’alto sia verso il basso, può essere rinvenuto anche nelle radici. Si diffonde facilmente soprattutto a causa di insetti che si nutrono della linfa xilematica, attraverso una trasmissione molto rapida facilitata dalla mancanza del periodo di latenza nell’insetto (periodo che intercorre tra l’acquisizione del batterio e la capacità dell’insetto di trasferirlo in una pianta sana). I sintomi tipici e più frequenti riconducibili alle infezioni da Xylella sono la bruciatura delle foglie, il disseccamento dapprima dei rami isolati e poi dell’intera pianta e l'imbrunimento interno del legno.
I numeri di Xylella fastidiosa
La diffusione di questo batterio ha colpito negli ultimi anni oltre 20 milioni di ulivi nel solo Salento, mettendo in ginocchio una delle produzione più redditizie della zona: l'olio d'oliva. Secondo recenti dati ISTAT, la produzione di olio media negli anni precedenti all'arrivo di Xylella si aggirava attorno ai 479mila quintali. Nel 2018, è drasticamente scesa a 243mila. Un dimezzamento della produzione che coinvolge tutto il paese, dato che l'olio di oliva pugliese rappresenta oltre il 50% della produzione nazionale.
Ma i pericoli non sono purtroppo da circoscrivere ai soli ulivi. Sono stati registrati casi, sempre in Salento, anche su altri tipi di piante, come l'oleandro e il mandorlo.
Non si tratta, tuttavia, di un problema riguardante solo l'Italia. La presenza di tale batterio e la diffusione delle malattie da esso causate è stata riscontrata anche negli Stati Uniti (California, Florida e Canada), in alcuni paesi del Sud America (Perù, Argentina, Costa Rica, Messico, Brasile e Venezuela) e in qualche raro caso anche in Asia (Taiwan). Per quanto riguarda l'Europa, seppur l'Italia rappresenti il paese maggiormente colpito, non sono state risparmiate Spagna, Francia, Grecia, Portogallo e perfino Germania.
L'insidia portata da questo batterio, secondo l'allarme lanciato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), potrebbe presto coinvolgere tutto il continente.
Xylella fastidiosa: come combatterla?
Considerando la vasta gamma di piante colpite, i numerosi insetti vettori e la diffusione globale del materiale di propagazione, combattere questo batterio è ad oggi impresa quasi impossibile (anche perché non esiste ancora una cura ufficiale).
Il controllo di Xylella fastidiosa si basa sostanzialmente sull'attuazione di misure preventive come l'impiego di varietà resistenti, pratiche colturali e di igiene appropriate e misure di lotta (chimica e/o biologica) contro gli insetti vettori. Metodi che, tuttavia, hanno avuto, nei paesi già invasi da Xylella fastidiosa, solo un parziale successo. Quali possono essere i motivi? Innanzitutto Xylella fastidiosa è spesso asintomatica in molte piante ospiti e gli insetti che possono fungere da vettori sono numerosi e a volte ancora sconosciuti; la rimozione delle piante infette, inoltre, è utile solo in parte in quanto l’infezione può comunque diffondersi da zone limitrofe.
Ad ogni modo, ogni zona infetta dovrebbe prevedere un piano di azioni comprendenti le seguente misure:
- L'estirpazione di tutte le piante arboree infette e la rimozione del loro apparato radicale.
- Il monitoraggio intensivo delle piante limitrofe alla pianta infetta, con prelievo ed analisi di campione se necessario.
- L'eliminazione delle specie erbacee infestanti mediante trattamenti chimici o metodi meccanici nell’intera zona contaminata.
- L'esecuzione di trattamenti insetticidi contro gli insetti vettori nell’intera zona contaminata.
Studiare Xylella fastidiosa nei laboratori
Di supporto alla lotta contro la diffusione di Xylella fastidiosa, vi è un costante lavoro di analisi. Studiare, analizzare e controllare costantemente tanto le piante già colpite quanto quelle a rischio diventa fondamentale per poter tenere sotto controllo la diffusione del batterio e imparare a conoscerlo in ogni suo aspetto.
L'interesse per Xylella fastidiosa è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni proprio a causa dell'impatto che questo batterio ha avuto a livello mondiale. Sono tantissimi i laboratori di ricerca che si stanno dotando delle strumentazioni utili allo scopo. La purificazione di DNA da piante rappresenta uno dei punti chiave per questo tipo di analisi.
Il mercato offre diverse opzioni per quanto riguarda l'estrazione di DNA da piante, ma poche sono realmente affidabili e in grado di lavorare su diversi campioni simultaneamente. Il nostro Maxwell® RSC 48 è pratico e compatto, in grado di elaborare fino a 48 campioni contemporaneamente. Uno strumento affidabile in grado di estrarre DNA o RNA da una grande varietà di piante. Per sapere come possiamo aiutarti nel tuo lavoro di analisi, contattaci.
Il lavoro di studio e prevenzione nei confronti di questo batterio è lungo e faticoso, ma quantomai urgente, per scongiurare una crisi ambientale ed economica senza precedenti.
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