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Il laboratorio mobile di analisi del DNA che ha aiutato a identificare le vittime di guerra in Ucraina 

18.09.23 – Articolo di Natalie Larsen, traduzione di Giacomo Grisafi

Promega Lab Blog - Il laboratorio mobile di analisi del DNA che ha aiutato a identificare le vittime di guerra in Ucraina 1

Ogni anno l'International Symposium for Human Identification (ISHI), il simposio internazione dedicato alla genetica forense, si focalizza sulle ultime novità nel campo della medicina legale del DNA. L'edizione dell'anno scorso, oltre a occuparsi di genealogia genetica investigativa e banche dati del DNA, ha visto l'emergere di un altro tema di grande interesse: i laboratori mobili di analisi del DNA.

Uno dei relatori, Sylvain Hubac, PhD, capo della divisione DNA del Laboratorio di Scienze Forensi della Gendarmeria francese, ha facilitato lo sviluppo di un laboratorio mobile per il DNA già nel 2015. Questo innovativo laboratorio mobile, progettato e brevettato dalle Forze Armate francesi per la Gendarmeria francese (IRCGN), è stato utilizzato per facilitare l'identificazione del DNA in diversi contesti di emergenza. Dall'identificazione dei resti delle vittime dell'incidente aereo del volo Germanwings 9525 nel 2015 e delle vittime dell'attentato terroristico della Bastiglia a Nizza nel 2016, all'adattamento del laboratorio per l'elaborazione dei campioni durante la pandemia COVID-19, il laboratorio mobile ha giocato un ruolo cruciale nell'identificazione delle vittime di disastri (DVI).

Più recentemente, il laboratorio mobile è stato impiegato nell'identificazione delle vittime del conflitto in Ucraina. Durante l'ISHI 33, il dottor Hubac ha presentato le difficoltà generali nell'identificare le vittime di guerra e gli strumenti, i protocolli e il sistema che hanno reso il laboratorio mobile particolarmente adatto a questo scopo.

Il lavoro di Bucha

Come tutti sappiamo, il 24 febbraio 2022 il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l'inizio di un'invasione su larga scala dell'Ucraina, prendendo fin da subito di mira obiettivi militari e civili. A pochi giorni dallo scoppio del conflitto, le forze russe conquistarono la città di Bucha, nei sobborghi della capitale ucraina Kyiv, occupandola fino alla riconquista ucraina avvenuta alla fine di marzo 2022.

Sulla scia della devastazione lasciata dalle forze russe in ritirata, furono trovati centinaia di cadaveri abbandonati nelle strade e in fosse comuni improvvisate. Ci volle poco per capire come la maggior parte delle vittime non fossero militari ma civili. Una scoperta che scatenò l'indignazione globale, portando all'accusa nei confronti della Russia per aver perpetrato crimini di guerra in quello che è tristemente diventato famoso come "il massacro di Bucha".

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In risposta alla richiesta di assistenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente francese Emmanuel Macron inviò in Ucraina gli esperti del Laboratorio di Scienze Forensi della Gendarmeria francese (IRCGN) per aiutare a identificare le vittime e determinarne le cause della morte.

Vista l'assenza di voli disponibili per l'Ucraina, la task force dell'IRCGN e i 12 grandi camion contenenti i rifornimenti per il laboratorio mobile arrivarono a Kiev da Parigi su strada, al termine di due giorni di viaggio. Al loro arrivo, la task force - composta da 16 esperti forensi in DNA, medicina legale, impronte digitali, odontologia e balistica - si mise al lavoro per esaminare i corpi, analizzando il DNA direttamente sul campo.

Il laboratorio mobile specializzato permise la raccolta, l'estrazione, la quantificazione e l'analisi del DNA da tutti i tipi di campioni umani raccolti (comprese le ossa) con lo stesso livello qualitativo di prestazioni eseguite in un laboratorio tradizionale. Il team che si occupò del lavoro seguì le linee guida dell'Interpol DVI per l'identificazione delle vittime, che certificano l'avvenuta identificazione tramite corrispondenza del DNA, delle impronte dentali, di quelle digitali o degli impianti medici. Questi dati, sempre secondo le direttive DVI dell'Interpol, vengono poi incrociati con informazioni come tatuaggi, documenti di identità e descrizioni personali. Uno schema vario e affidabile, di cui il DNA resta l'elemento cardine.

Nel periodo aprile-maggio 2022, il laboratorio mobile di DNA certificato ISO/CEI 17025 fu utilizzato per eseguire oltre 200 analisi di campioni prelevati da cadaveri in vari stadi di decomposizione e da familiari delle vittime, per ottenere l'identificazione in tempo reale delle vittime tramite la tipizzazione del DNA.

Le difficoltà del contesto di guerra

Nelle interviste che hanno preceduto la sua presentazione all'ISHI, è stato chiesto al dottor Hubac quali fossero le sfide che l'équipe ha dovuto affrontare durante il lavoro a Bucha. Secondo Hubac, senza dubbio il contesto nel quale si sono trovati a lavorare. Dato che la guerra era, come adesso, tuttora in corso, vi erano state diverse complicazioni, come ad esempio lo sfollamento, non esistendo un elenco definitivo delle persone scomparse e non avendo l'Ucraina, ai tempi, un database nazionale del DNA. La necessità di poter disporre di campioni a cui fare riferimento rappresentò una grossa sfida, poiché la maggior parte dei parenti delle persone scomparse erano anch'essi scomparsi a loro volta o erano fuggiti dal paese.

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Determinare il tipo di vittima (civile o militare) e le cause della morte (cause naturali, crimini di guerra, soldato ucraino o soldato russo) hanno aggiunto un ulteriore livello di complessità. Per non parlare della difficoltà più ovvia, quella di garantire la sicurezza del team durante il lavoro. Un aspetto tutt'altro che banale, considerando che l'equipe del dottor Hubac ha dovuto adattare il proprio modo di lavorare al contesto, come gli allarmi missilistici che costringevano a interrompere il lavoro o a spostare l'attività in luoghi più sicuri. Per quanto il laboratorio mobile abbia la capacità di processare circa 200 campioni al giorno, le interruzioni costanti resero difficile lavorare al massimo delle capacità.

Sempre secondo Hubac, un'altra delle sfide più impegnative era stata il tempo. Per definire la causa del decesso e identificare rapidamente le vittime è necessario poter accedere ai corpi il più rapidamente possibile. In una zona di guerra, tuttavia, bisogna aspettare la fine dei combattimenti. Possono volerci settimane, perfino mesi, prima che le ostilità cessino anche solo momentaneamente, e più il tempo passa più i corpi si degradano, rendendo più difficile il lavoro forense.

Il potenziale dei laboratori mobili di analisi del DNA

Nonostante le numerose sfide che la task force dell'IRCGN dovette affrontare, il laboratorio mobile si è rivelato particolarmente adatto a questo tipo di lavoro per diversi motivi. In un contesto in cui l'infrastruttura di un laboratorio standard non era funzionale o accessibile, il laboratorio mobile permise di svolgere tutte le indagini forensi direttamente sul posto o nelle strette vicinanze, a vantaggio della tracciabilità di ogni vittima. La vicinanza fisica del laboratorio mobile limitò inoltre la necessità logistica di dover trasportare ogni singolo corpo in altri luoghi (ad esempio un laboratorio standard o un obitorio) riducendo il tempo necessario per identificare le vittime.

Una volta elaborati i campioni, i dati vennero inviati alle autorità ucraine. Inoltre, per poter permettere ulteriori analisi forensi anche dopo la partenza della task force dell'IRCGN, il team consegnò alle autorità ucraine un'unità di laboratorio mobile addestrando 11 ucraini al suo utilizzo. L'unità mobile è stata poi impiegata per identificare i resti delle fosse comuni trovate a Izyum, in Ucraina.

Difficilmente la missione di Bucha resterà l'unico lavoro dell'equipe del dott. Hubac in Ucraina, e quando gli è stato chiesto come riesca a lavorare senza farsi influenzare dal tremendo impatto emotivo dell'ambiente di guerra, ha risposto: "spesso ci troviamo a dover affrontare tragedie. Quando lavoriamo in Ucraina, siamo consapevoli del contesto in cui operiamo, ma le vittime di un incidente non sono molto diverse dalle vittime di guerra ed è per questo che, quando si è in missione, ci si concentra sul lavoro e sui benefici che esso comporta. Non lavoriamo per le vittime, perché le vittime sono morte, ma lavoriamo per le loro famiglie e questo rappresenta una motivazione molto forte".

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