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Tempeste di citochine: perché alcuni casi COVID-19 sono più gravi 

12.05.20 – Giacomo Grisafi

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Una delle grandi domande ancora in sospeso sulla pandemia da COVID-19 è perché i sintomi varino così tanto da paziente a paziente. Alcuni non presentano sintomi, alcuni presentano sintomi lievi, mentre altri estremamente gravi. Tra i casi più gravi, si osserva un particolare modello di progressione della malattia per cui il paziente, dopo aver mostrato alcuni segni di guarigione trascorsa la prima settimana di malattia, improvvisamente si riaggrava tanto da richiedere la ventilazione.

Uno schema che ha sorpreso i medici, soprattutto perché osservato spesso in pazienti giovani e altrimenti sani. Cosa porta questi pazienti ad un improvviso collasso? Per la ricerca la colpa sarebbe del sistema immunitario del paziente, secondo quella che viene chiamata "sindrome da rilascio di citochine". La gravità con cui questo schema aggredisce alcuni pazienti ha portato a definirlo come "tempeste di citochine".

Le tempeste di citochine

Per prima cosa, conosciamo tutti le citochine? Sono proteine di piccole dimensioni che si legano a specifici recettori presenti sulla membrana e comunicano alla cellula un'istruzione specifica come, ad esempio, lo stimolo a crescere, oppure a differenziarsi o ancora l'ordine di morire. Vengono prodotte da diversi tipi di cellule e, una volta liberate nell'organismo, inducono specifiche reazioni nelle altre cellule.

Pensiamo a un'infezione virale come a una casa in fiamme. Quando viene rilevato il fumo, l'allarme antincendio si attiva, richiamando l'attenzione dei vigili del fuoco. Una volta domato l'incendio, l'allarme si ferma. Ma cosa succede se il fuoco è spento ma l'allarme continua a suonare? Il segnale difettoso continuerà a chiamare i vigili del fuoco sulla scena, che a loro volta continueranno a innaffiare la casa, causando danni inutili. Questo è più o meno simile a quanto succede in una tempesta di citochine. Quando il nostro sistema immunitario è sotto attacco, le citochine (ad es. IL-2, IL-6, IL-10, TNF-α) vengono rilasciate per suonare l'allarme, chiamando a raccolta cellule immunitarie per combattere il virus. Questa è una risposta necessaria per difenderci dall'infezione virale.

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Ma in alcuni casi, l'ondata di citochine non può essere disattivata, causando l'invasione delle cellule immunitarie e il danneggiamento delle stesse cellule, secondo una reazione ben più dannosa del virus stesso. La tempesta di citochine provoca spesso la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), un tipo di insufficienza respiratoria in cui del liquido invade i polmoni, portando all'affogamento del paziente. Purtroppo, circa il 40% dei pazienti con ARDS non sopravvive.

Le tempeste di citochine non sono una novità. Derivano da una varietà di malattie infettive e non infettive tra cui SARS, MERS, influenza, infezioni batteriche, sclerosi multipla, pancreatite e linfoistiocitosi emofagocitica primaria (HLH). I principali indicatori delle tempeste di citochine sono degli elevati livelli delle stesse citochine oltre a un aumento del rapporto neutrofili-linfociti (NLR) nel sangue. Studi recenti rivelano che questi indicatori di tempeste di citochine sono presenti in alcuni pazienti affetti da gravi casi di COVID-19, ma non in casi lievi. La tempesta di citochine potrebbe quindi essere la ragione per cui alcuni casi COVID-19 sono più gravi di altri.

Affrontare la tempesta

Ma come affrontare la tempesta? La buona notizia è che esistono già una varietà di farmaci in grado di contrastare efficacemente le tempeste di citochine. Molti di questi farmaci sono abitualmente usati per trattare malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide, in cui le cellule immunitarie del paziente attaccano il tessuto delle articolazioni causando gonfiore e dolore. Alcuni di questi farmaci immunosoppressori sono potenti antinfiammatori (ad esempio corticosteroidi) che riducono l'attività immunitaria complessiva, mentre altri sono veri e propri inibitori delle citochine.

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Tuttavia, i medici chiariscono come l'immunosoppressione non sia per tutti. Sopprimere il sistema immunitario mentre si combatte l'infezione virale può portare a gravi effetti collaterali, aumentando il rischio di infezioni secondarie. Alcuni medici stanno chiedendo che i pazienti colpiti da gravi forme di COVID-19 vengano sottoposti a screening per gli indicatori di tempeste di citochine. Ciò contribuirebbe a identificare quali pazienti potrebbero beneficiare dei farmaci immunosoppressori e migliorare, di conseguenza, le loro possibilità di sopravvivenza. In Cina, un inibitore dell'IL-6 (tocilizumab) è già stato approvato per il trattamento di pazienti con polmonite COVID-19 e alti livelli di IL-6.

Il trattamento delle tempeste di citochine può essere la risposta immediata per aiutare a ridurre la mortalità di alcuni pazienti COVID-19. Ulteriori ricerche sulle terapie immunosoppressive, nonché sui trattamenti antivirali e sui vaccini, saranno essenziali per il monitoraggio a lungo termine di questa malattia. Nel frattempo, per saperne di più su come contrastare le tempeste consulta i nostri saggi per l’analisi di potenziali immunoterapici specifici.


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