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08.09.25 – Articolo di Shannon Sindermann, traduzione di Giacomo Grisafi
La RT-qPCR per quantificare l'espressione dell'RNA è una tecnica potente, ma non sempre collaborativa. Anche quando si seguono alla lettera i protocolli, possono comparire risultati imprevisti: curve piatte, valori di Cq inaspettati o repliche incoerenti. Quando ciò accade, ci si chiede: cosa è andato storto?
In questo articolo blog rispondiamo alle cinque domande più frequenti quando si lavora con RT-qPCR. Dagli errori più comuni alle sfide più complicate, scopriremo assieme anche cosa considerare quando il problema non è solo questione di tecnica, e quando potrebbe essere il momento di ripensare i reagenti utilizzati.
Prima di immergerci in curve o modelli di amplificazione, è essenziale controllare il materiale di partenza. L'RNA degradato o impuro può portare a repliche incoerenti, amplificazione ritardata o assenza di segnale.
Primer progettati male o sonde non adeguate possono portare a falsi positivi, risultati poco specifici o curve di amplificazione piatte.
I primer sono specifici per il target e privi di hairpin o dimeri? Si estendono sulle giunzioni esone-esone (per l'amplificazione specifica dell'mRNA)? La temperatura di fusione (Tm) è appropriata per il vostro protocollo?
La sensibilità della RT-qPCR fa sì che anche tracce di inibitori possano interrompere l'amplificazione. Gruppi Eme, etanolo o persino una quantità eccessiva di templato possono bloccare l'attività enzimatica o interferire con la rilevazione della fluorescenza.
Diluire il templato a 1:10 o 1:100 per vedere se si mantiene una differenza di amplificazione. Includere un controllo di amplificazione interno per distinguere l'inibizione dalla scarsa abbondanza del target. Usare una master mix tollerante agli inibitori, come GoTaq® Endure, che ha prestazioni costanti in tipi di campioni complessi.
Valori di Cq inaspettatamente precoci o variabili tra le repliche possono indicare contaminazione, variabilità dell'impostazione o problemi di calibrazione della rilevazione.
Quando le repliche tecniche sono in disaccordo, spesso è segno di un errore di impostazione, di una scarsa qualità del modello o di problemi di disposizione delle piastre.
Anche quando si seguono le istruzioni alla lettera (pipettaggio, convalidazione primer, ottimizzazione cicli), alcune mix non riescono a tenere il passo con le esigenze sperimentali moderne.
Ecco alcuni segnali che indicano che potrebbe essere il momento di cambiare:
Il sistema GoTaq® Endure RT-qPCR è stato progettato per soddisfare queste esigenze. Grazie alla forte resistenza agli inibitori e alle prestazioni costanti su campioni difficili, consente un'amplificazione sicura anche quando le condizioni non sono ideali. Se abbinato a XpressAmp™, supporta workflow di amplificazione diretta che riducono i tempi di preparazione, senza sacrificare la qualità dei dati.
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Bustin, S. A., Benes, V., Garson, J. A., Hellemans, J., Huggett, J., Kubista, M., Mueller, R., Nolan, T., Pfaffl, M. W., Shipley, G. L., Vandesompele, J., & Wittwer, C. T. (2009). The MIQE guidelines: Minimum information for publication of quantitative real-time PCR experiments. Clinical Chemistry, 55(4), 611–622. https://doi.org/10.1373/clinchem.2008.112797
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