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RNasin: storia di una proteina lanciata 40 anni fa fondamentale per i test COVID-19

08.06.20 – Giacomo Grisafi

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Esiste una proteina, lanciata e venduta da Promega quasi 40 anni fa, che si è rivelata nei giorni scorsi decisiva nei test per COVID-19. Parliamo della proteina RNasin® Ribonuclease Inhibitor, rilasciata per la prima volta nel 1982 a soli 4 anni dalla nascita dell'azienda. A quei tempi, l'intero catalogo aziendale si adattava ad un singolo foglio di carta e, proprio grazie al lancio di RNasin, la comunità scientifica di tutto il mondo cominciò a conoscere il nome Promega. Ad oggi, la richiesta di questa proteina è salita alle stelle proprio in virtù della sua utilità nel combattere la pandemia di COVID-19.

Scopriamo in questo articolo cos'è l'RNasin e come viene utilizzata oggi nella ricerca contro COVID-19.

Cos'è l'RNasin® Ribonuclease Inhibitor?

L'RNA è notoriamente vulnerabile alla contaminazione da parte di RNasi, degli enzimi che degradano l'RNA rompendo i legami fosfodiesterici che formano la spina dorsale della molecola. Affermare che le RNasi sono ovunque non è un'esagerazione: quasi tutti gli organismi noti producono infatti una qualche forma di RNasi e le tracce di questi enzimi si trovano comunemente in tutti i tipi di campioni biologici. Inoltre, sono spesso introdotti nei sistemi sperimentali poiché anche la pelle umana secerne una forma di RNasi. Una volta presente è molto difficile liberarsi di questi enzimi.

Perché l'RNasin® Ribonuclease Inhibitor è così importante? Perché si è dimostrata in grado di inibire molte RNasi contaminanti, senza però interrompere l'attività di enzimi come la trascrittasi inversa che sono fondamentali per tantissime attività sperimentali. Come funziona? RNasin lega l'RNasi impedendogli di agire sulle molecole di RNA. Un'azione fondamentale per garantire che i campioni di RNA siano intatti prima di eseguire qualsiasi operazione a valle.

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L'RNasin® Ribonuclease Inhibitor è stato rilasciato per la prima volta da Promega nel 1982, grazie anche al fondatore e CEO Bill Linton, impegnato allora in prima persona nello sviluppo dei metodi di purificazione. La proteina RNasin si trova originariamente nella placenta umana, motivo per cui Promega ha lavorato con gli ospedali di Madison, Stati Uniti, per isolarla. Una volta isolata e messa in commercio, la domanda verso questa proteina è salita a tal punto da rendere necessaria l'implementazione di nuovi metodi produttivi. L'RNasin ricombinante, rRNasin, è stata infatti sviluppata attraverso l'ingegneria genetica basata sul batterio Escherichia Coli e messa in commercio nel 1992.

Dalla sua nascita nel 1982, L'RNasin® Ribonuclease Inhibitor di Promega è stata citata in oltre 30.000 articoli di riviste scientifiche. 

I test COVID-19 con l'RNasin

In che modo questa proteina rientra nei test contro il COVID-19? Al momento, esistono due tipi di test COVID-19. Il primo è il test sugli anticorpi, relativamente nuovo e al momento il meno usato, che rileva per l'appunto gli anticorpi nei campioni di sangue. Il secondo è quello basato sull'utilizzo della PCR a trascrizione inversa, o RT-PCR, che rileva la presenza di RNA virale in un'infezione attiva di COVID-19 e che rappresenta, ad oggi, il test più utilizzato in ambito coronavirus.

Per rilevare il COVID-19 utilizzando metodi basati sulla PCR, viene prima prelevato un campione dalla cavità nasale del paziente tramite tampone. Da questo campione viene estratto L'RNA che viene poi utilizzato per l'RT-PCR. Se gli enzimi RNasi sono presenti nel campione, l'RNA estratto può essere rovinato, inficiando i risultati del test. È proprio qui che entra in gioco la proteina RNasin, usata per proteggere l'RNA dalla degradazione in modo da aiutare pazienti e medici a ottenere risposte importanti sullo stato dell'infezione.

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Negli ultimi 3 mesi, Promega ha prodotto e distribuito la stessa quantità di RNasin prodotta e distribuita in 20 anni. Numerosi kit autorizzati all'uso dalla U.S Food and Drug Administration (FDA), includono RNasin, come il kit Simplexa ™ COVID-19 Direct di DiaSorin Molecular LLC.

"Durante lo sviluppo di saggi IVD per il rilevamento di target RNA, gli inibitori di RNasi sono fondamentali per ottenere, durante i test di RT-PCR, un rilevamento affidabile a bassi numeri di copie", ha affermato Michelle Tabb, Chief Scientific Officer di Diasorin. "È fondamentale utilizzare un inibitore di RNasi che non inibisca l'attività della trascrittasi inversa e della DNA polimerasi e che si comporti in modo riproducibile e affidabile proprio come l'RNasin di Promega."

Mentre la comunità scientifica mondiale continua a lavorare alla pandemia di COVID-19, Promega rimane di supporto nello sviluppo di tecnologie e prodotti in grado di supportare la ricerca, come ha fatto con questa proteina lanciata 40 anni fa e tutt'oggi ancora fondamentale.


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