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Congelati nel tempo: l’RNA racconta i mammut

12.01.26 – Articolo di Shannon Sindermann, traduzione di Giacomo Grisafi

Promega Lab Blog - Congelati nel tempo: l’RNA racconta i mammut

La maggior parte di noi conosce i mammut lanosi attraverso Manny del film L'era glaciale (l'irresistibile e tenace gigante buono), oppure tramite gli scheletri imponenti nelle sale dei musei. In laboratorio, però, i mammut possono presentarsi in altro modo: sotto forma di molecole, conservate nel permafrost per decine di migliaia di anni.

Negli ultimi decenni, il DNA antico ha già contribuito a ricostruire il genoma dei mammut. La novità, è che ora gli scienziati hanno fatto qualcosa di ancora più incredibile: hanno estratto RNA antico da un mammut lanoso di circa 39.000 anni fa e lo hanno utilizzato per vedere quali geni erano espressi nel suo tessuto muscolare. In un recente studio, è stato dimostrato come non solo il DNA dei mammut lanosi può sopravvivere per decine di migliaia di anni nel permafrost, ma che può farlo anche l'RNA, il fragile e rapidamente degradabile "alimento vivo" della cellula.

Yuka, mammut immortale

Yuka è famosa per essere uno degli esemplari di mammut meglio conservati di sempre. La carcassa conserva ancora pelle, pelo e tessuti molli perfettamente intatti. Una vera miniera d'oro per gli studi sul DNA antico.

Gli scienziati hanno analizzato minuscoli campioni di tessuto provenienti da 10 esemplari di mammut lanoso. Di questi, pochi hanno prodotto RNA antico recuperabile e Yuka ha offerto i risultati migliori. Partendo dal muscolo della gamba, ancora conservato, il team ha estratto tutto l'RNA ancora presente e ha creato librerie di sequenziamento su misura per frammenti estremamente corti e danneggiati. Data la fragilità dell'RNA, non ci si aspettava grandi risultati, ma le tecniche di sequenziamento moderno e un'attenta bioinformatica hanno permesso di recuperare un gran numero di frammenti di RNA antico, molti dei quali riconducibili ai geni dei mammut. Il team ha anche confrontato i risultati dell'RNA con i dati del DNA e con altri segnali di autenticità, escludendo eventuali problemi di contaminazione.

Cosa possiamo imparare dall'RNA di un mammut?

Come i più attenti sapranno, il DNA antico ha già trasformato il modo in cui oggi immaginiamo le specie estinte. Ma l'RNA antico ha il potenziale per aprire un nuovo e ampio ventaglio di possibilità. Come, ad esempio:

  • Non limitare la scoperta ai geni posseduti da quello specifico animale, ma anche a quelli espressi in un tessuto specifico.
  • Catturare un'istantanea della biologia di un tessuto, fornendo indizi sul metabolismo, lo stress cellulare e altri processi fisiologici.
  • Dimostrare che l'RNA può talvolta sopravvivere per decine di migliaia di anni in condizioni eccezionali (permafrost), suggerendo che anche altri campioni antichi ben conservati potrebbero contenere RNA utilizzabile.

Attraverso il muscolo di Yuka, il team è riuscito a dedurre le caratteristiche generali di quel tessuto. Molte delle sequenze di RNA corrispondevano a geni correlati alla struttura e alla funzione muscolare (compresi i geni associati alle fibre muscolari a contrazione lenta, che negli animali moderni sostengono la postura e la resistenza).

Promega Lab Blog - Congelati nel tempo: l’RNA racconta i mammut 2

Hanno anche rilevato modelli di espressione coerenti con le risposte allo stress muscolare e i percorsi di rimodellamento. Ciò potrebbe corrispondere alle ipotesi precedentemente avanzate secondo cui Yuka avrebbe subito un forte stress prima della morte, ma si tratta comunque di un'interpretazione piuttosto che di una ricostruzione definitiva degli eventi.

Le sequenze di RNA hanno anche aiutato a risolvere una questione più elementare: Yuka è geneticamente un maschio. L'informazione è curiosa perché, le precedenti ipotesi basate sull'anatomia esterna, avevano teorizzato il contrario.

RNA e permafrost: una nuova frontiera

Sebbene i frammenti di RNA siano corti e degradati, forniscono comunque informazioni molto utili. In condizioni di conservazione eccezionali (come il permafrost), l'RNA può sopravvivere abbastanza a lungo da consentire agli scienziati di approfondire questioni che il DNA da solo non è in grado di risolvere:

  • Come funzionavano i loro tessuti?
  • Come reagivano al freddo, allo stress o alle ferite?
  • In che modo differivano dagli elefanti moderni a livello di programmi genetici attivi?

Lo studio di Yuka dimostra che il passato non è fatto solo di genomi da ricostruire, ma anche di funzioni biologiche da interpretare. L’RNA antico aggiunge una dimensione dinamica alla paleogenomica: non ci dice solo chi erano le specie estinte, ma come funzionavano. In prospettiva, questa frontiera potrebbe trasformare campioni eccezionalmente conservati in vere “istantanee molecolari” della vita antica, aprendo nuove domande su adattamento, fisiologia ed evoluzione che fino a ieri sembravano semplicemente irraggiungibili.

Fonti

  1. Dunham, W. (2025, November 14). RNA recovered from Siberian mammoth that died 39,000 years ago. Reuters. https://www.reuters.com/science/rna-recovered-siberian-mammoth-that-died-39000-years-ago-2025-11-14/
  2. Kakade, J. (2025, December 4). Oldest RNA ever found in an ancient woolly mammoth leg. New Atlas. https://newatlas.com/biology/oldest-rna-woolly-mammoth-leg/
  3. Mármol-Sánchez, E., Fromm, B., Nikolay Oskolkov, Zoé Pochon, Dehasque, M., Morteza Aslanzadeh, Elif Bozlak, Brown, K., Tom, Kalogeropoulos, P., J. Camilo Chacón-Duque, Inna Biryukova, Heintzman, P. D., Furugård, C., Plotnikov, V., Protopopov, A., Andersson, B., Ersmark, E., Peterson, K. J., & Friedländer, M. R. (2025). Ancient RNA expression profiles from the extinct woolly mammoth. Cell. https://doi.org/10.1016/j.cell.2025.10.025


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