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03.08.20 – Giacomo Grisafi
Negli ultimi mesi abbiamo tutti imparato a conoscere il termine "social distancing". Mantenere il distanziamento sociale è diventata una delle regole d'oro per gestire l'emergenza covid ed evitare l'eccessiva diffusione del virus.
Quella che però per noi è diventata un'esigenza dettata dalle circostanze, altrove non lo è. È il caso del mondo animale, dove tantissime specie, dall'aragosta alla mangusta, dalla formica al mandrillo e così via, adottano da sempre le regole del distanziamento sociale proprio per evitare agenti infettivi.
In questo articolo blog parliamo proprio del distanziamento sociale nel regno animale.
La mangusta fasciata (Galidictis fasciata) dell'Africa sub-sahariana, è uno degli animali carnivori più "social". Vive e caccia in gruppi composti sia da membri appartenenti alla stessa famiglia che da esemplari sconosciuti al gruppo. Questi veri e propri "squadroni" di caccia possono arrivare ad includere fino a 40 manguste.
Le manguste fasciate sono animali sociali abituati a prendersi cura degli altri esemplari e che dimostrano la loro estrema propensione alla socialità dormendo perfino una sopra l'altra.
Come riportato nel 2014 sulla rivista digitale Springer Link, l'atteggiamento della mangusta quando si ammala cambia e smette ad esempio di occuparsi della tolettatura degli altri esemplari. Questi però, nonostante la malattia, non cambiano atteggiamento nei suoi confronti, continuando ad accudire l'esemplare malato senza né isolarlo né ostracizzarlo. Si tratta dunque di una specie abituata a vivere a stretto contatto con gli altri esemplari, secondo una pratica di prossimità che non si interrompe nemmeno quando nel gruppo vi è un malato.
Le ragioni di un mancato distanziamento sociale in caso di malattia potrebbero celarsi nel modo in cui la malattia viene trasmessa. Sempre secondo l'articolo di Springer Link, le manguste fasciate si ammalano spesso a causa del batterio Mycobacterium mungim, un batterio trasmesso principalmente attraverso lesioni alla pelle. Pertanto, è possibile che i membri del gruppo di manguste riconoscano che la toelettatura non presenta un rischio di infezione, motivo per cui non interrompono le cure al malato.
Al contrario della mangusta fasciata, l'aragosta di scoglio sembra prendere molto sul serio il distanziamento sociale, essendo dotata di una grande attenzione per la presenza di esemplari non in salute.
L'aragosta è un animale notturno, che trascorre la notte a caccia di molluschi per poi rientrare nella propria tana rocciosa per proteggersi dai predatori. L'aragosta di scoglio è solita condividere la propria tana con altri esemplari, ma se alla fine del suo tragitto notturno capita nella tana di un'aragosta infetta, si allontana. L'aragosta, affetta da quello che viene chiamato Palinurus argus virus 1, emette infatti un odore particolare che viene subito percepito dagli altri esemplari. Per far fronte a questo virus, estremamente contagioso e letale, l'aragosta ha imparato ad allontanarsi dagli individui infetti.
Si tratta di un chiaro esempio di distanziamento sociale nel regno animale; l'aragosta di scoglio riconosce il virus e, per evitare che questi si diffonda, si allontana.
Comportamenti simili sono stati osservati anche su uccelli, insetti, pesci e scimmie. Tra tutti, Il comportamento sociale delle scimmie è forse quello che più possiamo prendere come modello.
Il mandrillo è la più grande di tutte le scimmie. In apparenza simili al babbuino, il mandrillo è originario della costa centro-occidentale dell'Africa, habitat dove vive in grandi gruppi procurandosi il cibo insieme ai suoi compagni e prendendosi cura l'uno dell'altro. Restando in gruppo, il mandrillo si protegge da predatori come leopardi, pitoni africani o aquile.
I gruppi di mandrilli possono comprendere dai 10 agli oltre 100 individui. Come riportato sulla rivista Science Advances nel 2017, quando alcuni mandrilli vengono attaccati da parassiti intestinali, vengono esclusi dalla tolettatura. I parassiti finiscono nelle feci dell'animale, che rischia poi di contagiare gli esemplari sani della tribù.
I ricercatori hanno dimostrato come i mandrilli siano soliti strofinare le proprie feci sui legni di bambù, offrendoli poi con o senza parassiti ai mandrilli sani. Proprio per questo la specie ha imparato a riconoscere ed evitare un albero di bambù se precedentemente contaminato da un esemplare malato.
Un'attenzione dalla quale parrebbero però esentati i parenti stretti, verso i quali il mandrillo rinuncia al distanziamento sociale preferendo assumersi il rischio di un'eventuale infezione.
Stroeymeyt e colleghi hanno esaminato il comportamento delle formiche nere in relazione a una malattia causata da un fungo letale (Metarhizium brunneum). Le spore di questo fungo vengono trasmesse da formica a formica attraverso il contatto fisico, causando lo scoppio della malattia entro le 24-48 ore dal contagio. I ricercatori hanno sfruttato questo ritardo tra l'esposizione alla malattia e la sua effettiva contrazione per determinare se il comportamento della formica cambi o meno una volta entrata in contatto con il fungo.
I ricercatori hanno attaccato ad alcuni esemplari di formiche nere dei piccoli rilevatori digitali per tracciarne i movimenti. Hanno poi esposto al fungo le formiche che lasciavano la colonia per trovare cibo, sterilizzandole per evitare che contraessero la malattia. Infine, le formiche di 11 colonie esposte ai funghi sono state poi confrontate con altrettante colonie di formiche non esposte.
Nelle colonie infette, le formiche hanno immediatamente iniziato a prendere le distanze dagli esemplari ammalati, così come questi ultimi si sono subito allontanati dalla colonia. Inoltre, le preziose formiche regina hanno spostato la covata più al riparo per evitare il fungo. Questi studi non hanno identificato il modo in cui le formiche individuano il fungo, ma hanno mostrato un perfetto esempio di distanziamento sociale nel regno animale nel modo in cui le formiche, per preservare la colonia, si isolano e vengono isolate se contagiate.
Gli animali, con la loro semplicità, ci mostrano sia la vicinanza con il proprio nucleo familiare sia l'importanza del distanziamento sociale. Un distanziamento sociale che, le varie specie, mettono in pratica a seconda della natura dell'infezione e della sua gravità, fornendoci importanti spunti di riflessioni sui quali riflettere in questi mesi di "social distancing".
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