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Deforestazione: 12 milioni di ettari scompaiono e il pianeta chiede aiuto

14.03.22 – Giacomo Grisafi

Promega - Deforestazione: 12 milioni di ettari scompaiono e il pianeta chiede aiuto 1

La deforestazione è tra i più grandi problemi ambientali di questo secolo, con conseguenze devastanti sul nostro ecosistema. Un problema a cui molti paesi stanno lavorando ma, a causa di esigenze economico-politiche, con risultati spesso tutt'altro che soddisfacenti.

Scopriamo in questo articolo numeri, cause e conseguenze della deforestazione nel mondo, per poi scoprire come Promega Italia abbia deciso di mettersi in gioco per supportare questa causa.

Secondo il World Resource Institute, che si occupa di monitorare lo stato della deforestazione a livello globale, solo nel 2020 sono stati abbattuti più di 12 milioni di ettari di foresta. Di questi, 4,2 milioni appartenevano a foreste primarie, incontaminate, fondamentali per lo smaltimento di CO2 e la biodiversità. L’area di foresta vergine scomparsa ha le stesse dimensioni dei Paesi Bassi e corrisponde alle emissioni di 570 milioni di automobili, più di un terzo di quelle complessivamente in circolazione. Numeri allarmanti, ma non è tutto. Il tasso di disboscamento è purtroppo in crescita, con una media molto più alta rispetto agli ultimi 20 anni.

Le cause della deforestazione

Ma perché abbiamo così tanto bisogno di alberi? Le cause della deforestazione sono diverse, imputabili tanto ai Paesi in via di sviluppo quanto a quelli industrializzati:

  • Necessità di nuove aree coltivabili. Nei Paesi in via di sviluppo la deforestazione nasce dall'esigenza di creare nuove terre da destinare alla coltivazione, attività fondamentale per sostenere un'economia quasi esclusivamente rurale. Non sempre però i boschi vengono persi per diventare campi; spesso vengono destinati allo sfruttamento edilizio o minerario.
  • Necessità di spazio per gli allevamenti intensivi. Lo sappiamo, per soddisfare le esigenze alimentari del pianeta si ricorre sempre di più agli allevamenti intensivi. Lo spazio a loro destinato viene spesso recuperato proprio grazie al disboscamento.
  • Necessità del legname come combustibile. Il legname è ancora oggi la materia prima per eccellenza come combustibile, con addirittura un terzo della popolazione mondiale che ne ha bisogno per poter riscaldare la propria abitazioni.
  • Domanda di legno pregiato. La continua domanda di legno pregiato non fa che peggiorare il problema, soprattutto nelle foreste tropicali ed equatoriali.

Conseguenze della deforestazione

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Lo sfruttamento intensivo delle foreste rischia di mutare completamente il nostro ecosistema, con conseguenze terribili.

  • Aumento dell’effetto serra. Le piante e gli alberi, attraverso il processo di fotosintesi, trasformano l’anidride carbonica presente nell’atmosfera in ossigeno. Il disboscamento determina un aumento di CO2 che gli alberi non riescono ad assorbire, con un conseguente acutizzarsi dell’effetto serra e del surriscaldamento globale.
  • Cambiamenti climatici e rischio idrogeologico. La deforestazione determina cambiamenti nel clima e aumenta il rischio di frane, alluvioni e smottamenti.
  • Minore biodiversità. Abbattendo le foreste, numerose specie animali e vegetali rischiano l’estinzione (in condizioni normali scompaiono ogni anno da 1 a 10 specie, durante l'ultimo secolo però il tasso di estinzione è accelerato in maniera impressionante arrivando ad anche 1.000 specie all'anno). Questo oltretutto porta anche a problematiche di tipo sanitario perché la riduzione della biodiversità può spingere ad esempio un virus ad effettuare il salto di specie, come avvenuto proprio all'inizio della pandemia.

Il problema del disboscamento è stato al centro del COP26 di Glasgow, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che riunisce i leader di tutti i paesi del mondo per concordare come intensificare l'azione globale al fine di risolvere la crisi climatica. Le 110 nazioni partecipanti hanno firmato un accordo che promette finanziamenti da 15 miliardi di sterline.

Basterà? Difficile a dirlo. Quello che è sicuro è come la deforestazione sia una questione tanto catastrofica quanto urgente. Non sono però solo i governi a essere chiamati all'azione. Molte organizzazioni, aziende o anche privati cittadini si stanno muovendo per dare il loro contributo.

La Foresta Promega

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Noi di Promega Italia non vogliamo essere da meno. Siamo convinti che si debba agire e lo si debba fare fin da subito, per salvaguardare il nostro pianeta e le specie animali che lo abitano. Per questo ad inizio 2022 abbiamo lanciato il progetto "La Foresta di Promega" in collaborazione con Tree-nation un'organizzazione non-profit impegnata a piantare alberi nel mondo per ripopolare le foreste ed aiutare Paesi in via di sviluppo.

In base al numero di ordini che riceveremo dai nostri clienti, ci impegniamo ogni mese a sostenere un progetto diverso tra quelli portati avanti da Tree-nation. Abbiamo iniziato la nostra missione in Bolivia, dove abbiamo piantato 155 alberi di Syzygium cumini nella foresta pluviale di Ketrawe, un territorio che a partire dal 2000 ha perso un'area più grande di tutta la Danimarca a causa dell'agricoltura aggressiva e dei campi di bestiame.

In Camerun invece, per sostenere la Cocoa Farmer Agroforestry, un territorio interessato da erosione, scarsità alimentare e pratiche agricole insostenibili dei coltivatori di cacao, abbiamo piantato 700 specie di Psidium guajava, assorbendo una quantità di CO2 pari a 35kg.

Segui il nostro progetto mese per mese, nella nostra pagina web dedicata per scoprire tutti i nostri aggiornamenti e gli alberi che pianteremo in questo 2022.



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