Upcoming System Maintenance

Notice: Promega will be performing essential system updates January 21–25.

Order processing and shipping will pause starting January 21 at 4:00 PM CST and resume on January 26.
Please plan to order in advance for any products needed during this timeframe.

Please contact Customer Service with any questions.

Carne in vitro: la carne coltivata che può aiutare a combattere la crisi alimentare 

28.03.22 – Giacomo Grisafi

Promega - la carne coltivata può aiutare a combattere la crisi alimentare 1

Le biotecnologie sono riuscite negli ultimi anni a far arrivare sulle tavole di milioni di consumatori in tutti il mondo la cosiddetta carne coltivata (più propriamente detta carne in vitro), ovvero ottenuta in laboratorio tramite colture cellulari. La ricerca scientifica è infatti riuscita a produrre, a partire da cellule staminali, prodotti innovativi analoghi alla carne, ma interamente vegetali.

Le sfide in questo settore però non sono finite; si prevede che la popolazione terrestre raggiungerà i 10 miliardi di persone entro il 2050 e le nostre attuali pratiche agricole non saranno in grado di soddisfare la domanda alimentare. Pertanto, riuscire ad aumentare la produzione di carne coltivata diventa fondamentale.

Come abbiamo imparato in questi anni, l'agricoltura biotecnologica si occupa di creare prodotti alimentari in laboratorio a partire da cellule, secondo un processo molto simile alla normale coltura cellulare. Tuttavia, aumentare la produzione di carne coltivata per essere in grado di soddisfare una maggiore richiesta comporta una serie di problemi e ostacoli non da poco.

Il processo di selezione


La selezione delle cellule da utilizzare nella produzione di carne coltivata è importante. Alcuni laboratori scelgono di partire da cellule staminali vegetali, che hanno la capacità di differenziare, ovvero modificarsi in seguito a specifici stimoli forniti in laboratorio, fino a diventare cellule muscolari o adipose. Altri invece partono da cellule muscolari di diretta derivazione animale. Per l'ottenimento di un prodotto valido non è però solo necessario selezionare accuratamente la specie d'origine, ma anche il tipo di cellula utilizzato. Questa scelta determina infatti il gusto del prodotto finale, oltre a parametri tecnici come il tempo e la temperatura di preparazione o i nutrienti necessari alla coltura.

Promega - la carne coltivata può aiutare a combattere la crisi alimentare 2

Uno dei principali ostacoli che i ricercatori devono affrontare durante il processo di selezione è riuscire a ottenere cellule che definiscono immortalizzate, ovvero con la capacità di crescere e replicare a ciclo continuo. Per rendere sostenibile la produzione di carne coltivata la linea cellulare deve essere in grado di propagare mantenendo le proprie caratteristiche inalterate per lunghi passaggi di replicazione, in modo da non costringere i ricercatori a ripartire sempre dal punto di partenza.

HigherSteaks, una società di biotecnologie per la carne in vitro con sede nel Regno Unito, affronta questo problema utilizzando cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC). Queste cellule possono replicare per un tempo indefinito, hanno un enorme potenziale di crescita e diventano muscoli o grasso dopo essere state stimolate da fattori di crescita e altri segnali molecolari specifici. Inoltre, le iPSC consentono ai ricercatori di produrre più tipi di tessuto partendo da una singola linea cellulare.

Carne in vitro, quanto mi costi?

Aumentare la produzione di carne coltivata comporta anche un grosso problema economico. Se si somma il costo della linea cellulare, si includono i nutrienti necessari a propagarla, il tempo di produzione e tutte le spese associate al processo produttivo, il costo medio per il prodotto finito è di circa 500 euro al grammo.

Uno dei componenti più costosi di questo processo è il mezzo di coltura, che fornisce sostanze nutritive, vitamine, minerali, proteine e altro. Il siero fetale bovino (FBS) è una delle componenti più utilizzate nella coltura cellulare, ma è estremamente caro e può arrivare a costare fino ad 800 euro al litro, senza considerare i problemi di natura etica legati alla sua produzione e il dover nuovamente ricorrere allo sfruttamento animale per produrre carne.

Promega - la carne coltivata può aiutare a combattere la crisi alimentare 3

Per quanto esistano metodiche che non ricorrono al siero per la produzione di carne coltivata, l'assenza di FBS rallenta di molto la crescita cellulare ed impatta drasticamente sulle tempistiche e, di conseguenza, sui costi di coltivazione. Più tempo ci vuole per la divisione cellulare, più lungo è il processo e più alto sarà il prezzo finale.

La percezione del consumatore

Sono molti i pareri sulla carne coltivata e la percezione dei consumatori sull'argomento gioca un impatto enorme sul successo di questi prodotti. Molte persone che sentono parlare di carne "coltivata in laboratorio" per la prima volta si sentono infatti poco inclini a includerla nella propria dieta. Christopher Bryant, PhD in Psicologia presso l'Università di Bath, ha eseguito uno studio proprio sull'accettazione da parte dei consumatori della carne in vitro. Lo studio ha mostrato come più tempo le persone spendano a familiarizzare con il concetto, imparando vantaggi e benefici di questa alternativa, più si sentano a proprio agio nel consumarla. Il consiglio di Bryant alle aziende che si occupano di carne coltivata è quindi di concentrarsi molto sull'aspetto comunicativo. Mettere in risalto i vantaggi più ovvi come la riduzione dello sfruttamento degli animali e il conseguente impatto sugli allevamenti intensivi, insieme a quelli più sottili relativi alla riduzione del rischio da malattie di origine alimentare, può aiutare a persuadere il consumatore.

Carne coltivata, il lieto fine

Sebbene ci siano ancora numerosi ostacoli da superare, i vantaggi nell'aumentare la produzione di carne coltivata devono portarci ad accettare la sfida. L'industria alimentare presto non sarà più in grado di soddisfare le esigenze alimentari globali e, di conseguenza, la popolazione in continua crescita avrà bisogno di nuovi strategie alimentari. La carne coltivata può essere una di queste. Una tecnica all'avanguardia in grado di fornire un prodotto sano, gustoso e sostenibile che vada ad integrare, e non soppiantare, le altre possibili soluzioni ad un problema ormai inevitabile.



Ti è piaciuto il nostro articolo? Condividilo!

Non sei ancora iscritto alla nostra newsletter? Iscriviti subito per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli!